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NEWS

CARONTE | ad astratti furori

Ideation | Choreography  

Stellario Di Blasi
Dancer

Paola Valenti
Production 2021

Versiliadanza

20 novembre 2021

ore 21:00
Teatro Cantiere Florida
Via Pisana, 111/R, 50143
- Florence (IT)



 

AB IMIS | iolagemmainnestai - promo 2021
03:23
stellario di blasi

AB IMIS | iolagemmainnestai - promo 2021

Concept / Habitat / Dramating writing / Performance Stellario Di Blasi Production La Biennale di Venezia Assistant director Giulia Zucchetta Creation of scenes Chiediscena, Filippo Iezzi Mask made by Roberta Traversa For curating the objects thanks go to Eleonora De Leo Video Lucio Fiorentino Video editing Stellario Di Blasi Year / duration 2021, 45' Winner Biennale College Teatro - Performance Site Specific 2021 Fishermen pulled a bottle out of the depths. Inside there was a piece of paper: “HELP ME! THE OCEAN HAS CAST ME UP ON A DESERT ISLAND. I’M ON THE SHORE WAITING. COME QUICKLY. I’M HERE”. Wislawa Szymborska I recognise the handwriting, it’s mine; AB IMIS is the response to that appeal. The Recycling the Body, Absence and Freedom themes (as the confined and boundless space of the body and the mind) move with an awareness of wanting to enquire with the question: “Why do we cancel out what happens?.” Why do we obstinately refuse to move away from the signals which the world sends out, remaining anchored to our ludicrous certainties? The spark leaves an x-ray image of the potential to escape our skins, to travel across the debris – between fiction and real life – to develop the footprints which connect us up with the Whole; embracing our souls once again, rediscovering the garden and the rain which looks after it. 1| Breaking down the manipulation of others and our preformed images of ourselves, to take on board listening change; like a spring peony exploding with swollen beauty, opening up to the light to the point of rending limbs and hearts, before letting itself go in the knowledge of having lived. 2| Deconstructing action in the light of Artaud, Pessoa, my mother, Michelangelo, the Sicilian sea and Emily Dickinson, accomplices in a never thoroughgoing dancing tea; collecting water circles and shells on the beach of consciousness via which to cast out into the deep. In this way a new pigment takes to the air: a symbolic identity device within which to recognise ourselves: a colour capable of looking backwards and forwards; my personal Janus Blue. A magical tool which holds in store the classical connotations and, in equal measure, the absence of gravity of a future rebirth. In a spatial trajectory which takes on the meaning of an expiation ritual, marked out by geometric symbols – a boxed up expanse of empty volumes – the conflict between nature and artifice brought into being by Pino Pascali summed now with the absence of water transforming itself into synonym of soul obscurity, escaped hopes needing something to hang on to; an icy, misty island of the dead, Böcklin style, whose perimeters are our consumption fetishes. Modular tiles, millions of souls seeking to breathe on the chessboard of life we close ourselves off on, generate stupor only when, in renewing – from the deepest foundations – we build an assemblage of imaginative and shared faculties.
CARONTE | ad astratti furori
02:07
stellario di blasi

CARONTE | ad astratti furori

di Stellario Di Blasi con Paola Valenti Produzione Versiliadanza | 2021 Video | Stellario Di Blasi "Io ero, quell’inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi sono messo a raccontare. Ma bisogna dica ch’erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto... Questo era il terribile: la quiete nella non speranza... Credere il genere umano perduto e non aver febbre di fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio, con lui... Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla... Ma mi agitavo entro di me per astratti furori..." ELIO VITTORINI | Conversazione in Sicilia L’incipit di Elio Vittorini ha dato vita al sentimento di una danza totalmente libera che si propone l’idea di riformulare il concetto di psicopompo, trasformando la figura mitologica di Caronte attraverso un cortocircuito psicologico: una componente contro sessuale che individua l’anima e l’animus di un nocchiero che non viene articolato per mezzo di un’iconografia tradizionale ma con caratteristiche intime che annientano l’identità di genere; proponendo una visione queer integrata in modo unitario e complementare che risente di archetipi appartenenti all’inconscio collettivo. Si tratta di un viaggio identitario fuori dal tempo e dalla vita attiva, in un momento confidenziale misto di consapevolezza, speranza, rassegnazione, evocazione e vuoto interiore. Un Caronte mutevole, mediatore di universi lontani, che non solo traghetta l’anima dei morti ma si fa metafora di qualcuno che valorizza la vita, inducendo lo spirito ramingo ad indossare un nuovo corpo su sponde patrie sconosciute foriere di nuove primavere.
CARONTE_ ad astratti furori - 2018
03:32
Stellario Di Blasi

CARONTE_ ad astratti furori - 2018

CARONTE | ad astratti furori Ideazione e coreografia | Stellario Di Blasi Produzione | Stellario Di Blasi - 2018 Coproduzione | Tersicorea Progetto realizzato in collaborazione con Cantieri Danza, Ravenna Festival, Fondazione Piemonte dal Vivo in collaborazione con Festival Palcoscenico Danza e Università degli Studi di Torino. Progetto vincitore di Danza Urbana XL 2018 | Giovani Artisti per Dante - “Io ero, quell’inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi sono messo a raccontare. Ma bisogna dica ch’erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto… Questo era il terribile: la quiete nella non speranza… Credere il genere umano perduto e non aver febbre di fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio, con lui… Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla…ma mi agitavo entro di me per astratti furori”. L’incipit di Elio Vittorini ha dato vita, in questo studio, al sentimento di una danza totalmente libera. Un viaggio nella memoria di un Caronte giovane e dalla ferocia non ancora raggiunta, destinato a un orrendo compito di nocchiero dell’Ade. Uno sguardo intimo, quello di questa piéce, fuori dal tempo a dalla vita attiva, in un momento confidenziale misto di consapevolezza, rassegnazione, simbolismo e vuoto interiore. Una danza della morte, in attesa di anime per adempire ai propri doveri ci svela, quegli astratti furori del girovagare solitario e, il tentativo di un risveglio interiore di fronte al malessere e al senso di inerzia e impotenza nei confronti delle sofferenze del genere umano. “I was, that winter, prey to abstract fury. I will not say which ones, but I did not tell them about it. But it must be said that they were abstract, not heroic, not alive; furore, in some way, for the lost human kind ... This was the terrible: the stillness in the not hope ... To believe the lost human kind and not to have fever to do something to the contrary, desire to lose me, for example, with him ... I was agitated from abstract fury, not in the blood, and I was quiet, I did not want anything ... but I stirred within myself for abstract fury ". The opening line of Elio Vittorini gave birth of totally freedom dance. A journey into the memory of a young Charon and from the ferocity not yet reached, destined to a helm of Hades. An intimate look, that of this pièce, out of time and active life, in a confidential moment mixed with awareness, resignation, symbolism and inner emptiness. A dance of death, waiting for souls to fulfill one's duties reveals to us, those abstract fury of solitary wandering and the attempt of an inner awakening in the face of malaise and the sense of inertia and powerlessness towards the sufferings of mankind.
La medesima ossessione | il  corpo - 2015
02:23
stellario di blasi

La medesima ossessione | il corpo - 2015

Ideazione | Coreografia | Danza Stellario Di Blasi Luci Sammy Torrisi Musiche orginali Marco Saija Produzione - 2015 Stellario Di Blasi Residenza artistica Scenario Pubblico Performing Arts, ACS Abruzzo Circuito e Spettacolo Spettacolo finalista per Premio Equilibrio Roma 2015, Anticorpi Xl 2015 - Vetrina Della Giovane Danza D'autore di Ravenna “Vorrei che i miei dipinti dessero l’idea che un essere umano li avesse attraversati, come un serpente, lasciando un segno della presenza umana e una traccia mnemonica di eventi passati come un serpente lascia la sua bava...” (Francis Bacon) L'ossessione di un groviglio interno di sentimenti, una metamorfosi di emozioni e sensazioni che rivelano una percezione in termini di un’umanità incompleta, divisa tra la natura istintiva e divina. Si tratta di un processo interiore in cui è evidente un’urgenza di riconoscimento, dove le necessarie trasformazioni del proprio sé, sono vissute senza accettazione. Un'anatomia metà umana e metà animale capace di mordere, penetrare, succhiare; una chimera fatta di feticci, protesi e carne: l'immagine, in costante cambiamento, di un essere umano deportato in una dimensione di ordine e disordine. È la disperata solitudine di un uomo retrocesso e abbandonato alla sua condizione originale. Sesso, combattimenti, violenza, solitudine e fede sono gli elementi che definiscono quest’essere. Con la medesima ossessione di Francis Bacon e Michelangelo Buonarroti per un corpo virile e abitato, simbolo di fragilità umana che si divide tra finito e incompiuto, la pièce viaggia dentro e oltre il limite del non-luogo: la nostra condizione contemporanea.
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Stellario Di Blasi
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