CARONTE | ad astratti furori

Concept | Drammaturgia | Habitat | Coreografia                     

Stellario Di Blasi

Interprete                   

Paola Valenti

Musiche
Aquasonic, Yamamoto kotzuga

Anno / durata
2018, 30'

Produzione
Stellario Di Blasi / Versiliadanza - 2021

Coprodotto da
Tersicorea T.Off

In collaborazione con
Cantieri danza, Ravenna Festival - 2018 (prima assoluta)

Vincitore
Danza Urbana XL - 2018
Giovani Artisti per Dante . 2018


Residenza Artistica
Casa Luft - Permutazioni

Video | Etiting
Stellario Di Blasi

"Io ero, quell’inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi sono messo a raccontare.

Ma bisogna dica ch’erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto…

Questo era il terribile: la quiete nella non speranza…

Credere il genere umano perduto e non aver febbre di fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio, con lui…

Ero agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di nulla…

Ma mi agitavo entro di me per astratti furori..."

ELIO VITTORINI | Conversazione in Sicilia

L’incipit di Elio Vittorini ha dato vita al sentimento di una danza totalmente libera che si propone l’idea di riformulare il concetto di psicopompo, trasformando la figura mitologica di Caronte attraverso un cortocircuito psicologico: una componente contro sessuale che individua l’anima e l’animus di un nocchiero che non viene articolato per mezzo di un’iconografia tradizionale ma con caratteristiche intime che annientano l’identità di genere; proponendo una visione queer integrata in modo unitario e complementare che risente di archetipi appartenenti all’inconscio collettivo.
Si tratta di un viaggio identitario fuori dal tempo e dalla vita attiva, in un momento confidenziale misto di consapevolezza, speranza, rassegnazione, evocazione e vuoto interiore.
Un Caronte mutevole, mediatore di universi lontani, che non solo traghetta l’anima dei morti ma si fa metafora di qualcuno che valorizza la vita, inducendo lo spirito ramingo ad indossare un nuovo corpo su sponde patrie sconosciute foriere di nuove primavere.ha dato vita al sentimento di una danza totalmente libera.

Un viaggio nella memoria di un Caronte giovane e dalla ferocia non ancora raggiunta, destinato ad un orrendo compito di nocchiero dell’Ade.

Uno sguardo intimo, quello di questa piéce, fuori dal tempo e dalla vita attiva, in un momento confidenziale misto di consapevolezza, rassegnazione, simbolismo e vuoto interiore.

Una danza della morte, in attesa di anime per adempire ai propri doveri, ci svela quegli astratti furori del girovagare solitario e il tentativo di un risveglio interiore di fronte al malessere e al senso di inerzia e impotenza nei confronti delle sofferenze del genere umano.